TY  -  JOUR
AU  -  Torella, Daniele
AU  -  Leone, Angelo
AU  -  Aquila, Iolanda
AU  -  Bochicchio, Angela
AU  -  Polimeni, Alberto
AU  -  Curcio, Antonio
AU  -  Indolfi, Ciro
T1  -  Le cellule staminali adulte per la rigenerazione miocardica: implicazioni per la terapia 
dei disturbi del ritmo cardiaco
PY  -  2012
Y1  -  2012-01-01
DO  -  10.1718/1049.11427
JO  -  Giornale Italiano di Aritmologia e Cardiostimolazione
JA  -  GIAC
VL  -  15
IS  -  1
SP  -  34
EP  -  45
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
Y2  -  2026/04/30
UR  -  http://dx.doi.org/10.1718/1049.11427
N2  -  RIASSUNTO La terapia con le cellule staminali cardiache (CSC) rappresenta una nuova e affascinante strategia sperimentale per il trattamento di diverse patologie cardiovascolari. Le capacità rigenerative del cuore di mammifero adulto sono state recentemente riconsiderate alla luce di studi che hanno portato all’identificazione e alla caratterizzazione del potenziale rigenerativo delle CSC endogene residenti. Questa rassegna fornisce un breve excursus sul percorso scientifico nel vasto campo della rigenerazione miocardica, dalle cellule staminali del midollo osseo (dalla ricerca di base ai trial clinici) alle CSC endogene residenti. Uno degli aspetti più intriganti della terapia con cellule staminali è sicuramente il loro potenziale utilizzo per il trattamento dei disordini del ritmo. I disturbi della generazione dell’impulso, cioè della funzione di pacemaker intrinseco di alcune strutture del cuore, rappresentano spesso patologie potenzialmente fatali. Le terapie attualmente disponibili sono numerose e di vario tipo, ma comunque palliative. I recenti progressi nello studio della biologia delle cellule pacemaker, della loro origine e del loro sviluppo a partire dalle CSC embrionali e adulte hanno aperto la strada verso alternative terapeutiche innovative. In particolare, lo sviluppo di pacemaker biologici potrebbe rappresentare un enorme vantaggio rispetto ad un approccio tradizionale. Pertanto, discuteremo il potenziale di differenti cellule staminali e della loro modulazione genetica per il trattamento delle bradiaritmie. Inoltre, la possibilità di modificare il substrato elettrofisiologico del tessuto miocardico utilizzando cellule staminali geneticamente modulate, potrebbe fornire infinite possibilità nella terapia delle tachiaritmie. Saranno analizzati i potenziali vantaggi e svantaggi di ciascuna strategia, così come gli ostacoli da superare prima che queste affascinanti soluzioni possano diventare una realtà clinica. In breve, è possibile creare un pacemaker biologico nel tessuto miocardico somministrando cellule pacemaker ingegnerizzate derivate da CSC. L’attuale livello di sviluppo di queste terapie ci permette di dimostrarne il “ proof-of-concept”, ma c’è un grande impegno per ottenere una struttura biologica sicura e affidabile in luogo dei pacemaker elettronici. In conclusione, le attuali conoscenze sulla rigenerazione miocardica ci consentono di immaginare un radicale cambiamento nell’approccio terapeutico dei disturbi del ritmo cardiaco, passando dai farmaci e dai dispositivi alla terapia cellulare.
ER  -   
