TY  -  JOUR
AU  -  Toniolo, Mauro
AU  -  Zanotto, Gabriele
AU  -  Rossi, Andrea
AU  -  Raytcheva, Emilia
AU  -  Tomasi, Luca
AU  -  Vassanelli, Corrado
T1  -  Ruolo della simmetria radiologica come marker di distanza tra gli elettrocateteri ventricolari 
nel predire una risposta positiva alla terapia 
di resincronizzazione cardiaca
PY  -  2012
Y1  -  2012-04-01
DO  -  10.1718/1078.11816
JO  -  Giornale Italiano di Aritmologia e Cardiostimolazione
JA  -  GIAC
VL  -  15
IS  -  2
SP  -  127
EP  -  133
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
Y2  -  2026/06/24
UR  -  http://dx.doi.org/10.1718/1078.11816
N2  -  RIASSUNTO Background. La posizione postero-laterale per l’elettrocatetere ventricolare sinistro e la distanza tra i due elettrocateteri ventricolari sembrano essere fattori predittivi indipendenti di buona risposta alla terapia di resincronizzazione cardiaca (CRT) ma il posizionamento dell’elettrocatetere ventricolare sinistro in regione postero-laterale risulta in molti casi complicato. Abbiamo così ipotizzato che eseguire una CRT posizionando prima il catetere ventricolare sinistro dove fosse possibile e poi l’elettrocatetere ventricolare destro in una regione atta ad ottenere la massima distanza radiologica tra i due elettrocateteri, potesse aumentare il numero dei pazienti responder. Materiali e metodi. Abbiamo studiato retrospettivamente 142 pazienti consecutivi sottoposti a CRT dal 2004 al 2008, secondo i criteri standard delle linee guida. L’endpoint clinico era una risposta positiva alla CRT, definita come un aumento della frazione di eiezione del ventricolo sinistro ≥5% all’ultimo follow-up eseguito. Sono stati eseguiti sia impianti tradizionali, con l’elettrocatetere ventricolare destro posizionato in apice e l’elettrocatetere ventricolare sinistro posizionato in parete postero-laterale, sia impianti sperimentali con posizioni alternative per i due elettrocateteri ventricolari, ricercando la simmetria tra i due cateteri intorno al centrum dell’ombra cardiaca nella proiezione latero-laterale, che abbiamo presupposto corrispondere alla massima distanza assoluta. In tutti i pazienti arruolati sono stati ottimizzati i ritardi A-V e V-V prima della dimissione mediante guida ecocardiografica e tutti i pazienti sono stati sottoposti ad un follow-up clinico-ecocardiografico, in cieco, ad almeno 1 anno dalla data dell’impianto. Risultati. In 89 pazienti si è ottenuta la massima distanza radiologica tra gli elettrocateteri mentre negli altri 53 pazienti si è proceduto ad un impianto tradizionale. Il follow-up medio è stato di 39 ± 11 mesi. Considerando il gruppo dei pazienti con massima distanza radiologica, abbiamo ottenuto 44 responder (49%) contro 45 non-responder (51%), mentre nel gruppo dei pazienti senza massima distanza radiologica abbiamo ottenuto 21 responder (40%) contro 32 non-responder (60%). Considerando il sottogruppo dei pazienti con eziologia ischemica, abbiamo ottenuto 20 responder (38%) contro 32 non-responder (62%) nel gruppo con massima distanza, mentre nel gruppo dei pazienti senza massima distanza abbiamo ottenuto 8 responder (23%) contro 27 non-responder (77%). Conclusioni. I risultati che abbiamo ottenuto ci orientano a considerare la ricerca della massima distanza radiologica tra gli elettrocateteri ventricolari, una strada percorribile per raggiungere l’obiettivo di aumentare il più possibile il numero dei pazienti responder a questa terapia.
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