TY  -  JOUR
AU  -  Leoncini, Massimo
AU  -  Mureddu, Roberto
AU  -  Ranise, Antonello
AU  -  Acquarone, Simonetta
AU  -  Musso, Giacomo
T1  -  Flutter atriale tipico comune con blocco atrioventricolare totale trattato con ablazione a radiofrequenza dell'istmo cavo-tricuspidalico e impianto di pacemaker bicamerale: report di due casi
PY  -  2002
Y1  -  2002-10-01
JO  -  Giornale Italiano di Aritmologia e Cardiostimolazione
JA  -  GIAC
VL  -  5
IS  -  4
SP  -  185
EP  -  188
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
Y2  -  2026/05/28
N2  -  L’associazione di flutter atriale (FlA) comune e blocco atrioventricolare (A-V) completo è poco frequente anche se la sua epidemiologia non è nota.<BR>La terapia delle due aritmie, prese singolarmente, consiste rispettivamente nell’ablazione a radiofrequenza (RF) dell’istmo cavo-tricuspidalico e nell’impianto di un pacemaker (PM) definitivo, mentre la loro coesistenza induce all’impianto di un PM monocamerale ventricolare.<BR>Tale strategia terapeutica, meno dispendiosa in termini di tempo ed economici, comporta la perdita del sincronismo A-V e la cronicizzazione dell’aritmia, con conseguente riduzione della performance sistolica ventricolare e aumentato rischio tromboembolico. Il ripristino del ritmo sinusale (RS) e la profilassi farmacologica delle recidive associata alla stimolazione bicamerale, altra alternativa possibile, espongono il paziente a possibili recidive ed effetti collaterali legati alla terapia antiaritmica.<BR>La terapia combinata delle due aritmie, con ablazione a RF dell’istmo cavo-tricuspidalico e impianto di PM bicamerale, consente di sfruttare una modalità di stimolazione fisiologica e ridurre il rischio tromboembolico, abolendo o limitando la necessità di terapia antiaritmica cronica e anticoagulante.<BR>Presso il nostro Centro sono stati trattati con tale terapia combinata due pazienti, che a distanza di 6-12 mesi dalla procedura hanno mostrato persistenza del RS e un miglioramento della qualità di vita e della capacità funzionale.<BR>Sebbene l’esiguità della nostra casistica non consenta di giungere a conclusioni definitive, l’approccio terapeutico combinato sembra rappresentare la soluzione più adeguata in questi pazienti
ER  -   
