Attività dei Laboratori
di Elettrofisiologia Italiani nel 2009
Giuseppe Inama1, Claudio Pedrinazzi1,
Maurizio Landolina
2, a nome del Direttivo AIAC
1U.O. di Cardiologia, Dipartimento Cardiocerebrovascolare, Ospedale Maggiore, Crema
2Dipartimento Cardiovascolare, Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo, Pavia

Come è tradizione della nostra Associazione anche per il 2009 è stato completato il Registro Nazionale AIAC che raccoglie l’attività dei Laboratori di Elettrofisiologia Italiani. Siamo così giunti al decimo anno dall’istituzione di questo Registro, che ci permette di avere una panoramica dell’attività diagnostica ed interventistica elettrofisiologica svolta annualmente in Italia.
Tale analisi assume sempre più importanza nel panorama scientifico attuale, dal momento che le Società Scientifiche internazionali stanno sempre di più sottolineando l’importanza dei Registri e delle Survey per monitorare gli aspetti epidemiologici di una malattia o di un trattamento e per valutare l’aderenza alle linee guida del mondo cardiologico reale. Anche la Società Europea di Cardiologia sta proseguendo il suo investimento su questi strumenti attraverso lo “Euro Heart Survey (EHS) Programme”, che comprende una serie di Registri e Survey riguardanti diverse patologie fra cui le sindromi coronariche acute, l’insufficienza cardiaca, le cardiopatie congenite, le valvulopatie, la prevenzione secondaria e la fibrillazione atriale così come alcune procedure inter- ventistiche quali l’ablazione transcatetere con radiofrequenza della fibrillazione atriale e l’angioplastica coronarica. In particolare si è conclusa nei mesi scorsi la fase di raccolta dati del Registro Pilota sull’Ablazione della Fibrillazione Atriale in Europa, a cui l’Italia ha dato un importante contributo attraverso la collaborazione dei Centri a maggior volume di procedure. In questo Registro l’Italia è risultata il secondo Paese per numero di pazienti arruolati, alle spalle della Francia, e questo fatto testimonia l’importanza e il prestigio dell’Elettrofisiologia Italiana in ambito europeo (Figura 1). I risultati di questo Registro sono stati presentati in via preliminare al Congresso Europeo di Cardiologia di Parigi 2011.




Il Registro AIAC 2009 ha visto la partecipazione di 80 Centri Cardiologici italiani provvisti di Laboratorio di Elettrofisiologia. Il numero è risultato sostanzialmente stabile rispetto agli scorsi anni, con buona capacità rappresentativa della realtà aritmologica nazionale. In particolare è importante sottolineare che hanno aderito al Registro sia Centri di riferimento per l’Elettrofisiologia Interventistica, con un elevato volume di procedure eseguite, sia Centri con un bacino di utenza più piccolo ed un volume di attività minore, ma che rappresentano la maggioranza degli ospedali italiani e il cui contributo al Registro Nazionale è essenziale al fine di ottenere una fotografia reale dell’attività di Elettrofisiologia nel nostro Paese. Anche quest’anno qualche Centro di Elettrofisiologia, anche di prestigio, non ha aderito al Registro, ma speriamo che tutti collaborino a questo progetto nei prossimi anni, al fine di rendere sempre più rappresentativi i dati che vengono di volta in volta pubblicati.
Anche quest’anno prosegue, seppure in misura minore rispetto al 2008, la tendenza alla riduzione del numero di procedure diagnostiche evidenziata sin dal 2005. Il numero delle procedure di Elettrofisiologia diagnostica nel 2009 è risultato pari a 5609 (-13% rispetto al 2008) (Figura 2).
Le ablazioni transcatetere con radiofrequenza effettuate nel 2009 sono state 11 871, in calo rispetto al 2008 (Figura 3). Questa diminuzione in un Registro omogeneo di Centri rispetto allo scorso anno è conseguente alla riduzione nel 2009 dell’attività di un singolo Centro ad elevato volume. 
Le ablazioni di Wolff-Parkinson-White (WPW) sia occulto che manifesto confermano una tendenza alla riduzione evidenziata sin dal 2005, con un numero totale di procedure pari a 1133 (-13% rispetto al 2008), di cui 761 per WPW manifesto e 372 per WPW occulto (Figure 4 e 5). Stabile rispetto al 2008 è invece il numero delle ablazioni di tachicardia reciprocante da doppia via nodale, pari a 2636 (Figura 6), e del flutter atriale, pari a 3169 (Figura 7). Si confermano invece in aumento negli ultimi anni le ablazioni del substrato della fibrillazione atriale in atrio sinistro (Figura 8) che passano dalle 3382 del 2008 alle 3765 del 2009 (+13%).
Un elevato numero di Centri si avvale sempre più frequentemente dei sistemi di mappaggio non fluoroscopico, ormai entrati definitivamente nella dotazione standard dei Laboratori di Elettrofisiologia; i loro costi aggiuntivi sono compensati dalla riduzione dell’esposizione radiologica per gli operatori ed i pazienti.



Viene riproposto anche nel 2008 un Registro separato per la fibrillazione atriale che raccoglie le informazioni relative alle procedure ablative in atrio sinistro, e si propone di chiarire indicazioni, modalità operative, strategie terapeutiche post-ablative e complicanze di questa tecnica ablativa. Il numero di ablazioni con radiofrequenza di fibrillazione atriale è stato pari a 3765, aumentato del 13% rispetto al 2008.



I dati più significativi del Registro 2009 sono dunque rappresentati dalla conferma del
trend di riduzione degli studi elettrofisiologici endocavitari, almeno in parte dovuta ad un ampliamento delle indicazioni ad impianto di defibrillatore sulla base dei soli dati clinici ed ecocardiografici, con conseguente riduzione della necessità di procedere ad una valutazione elettrofisiologica invasiva, e alla diffusione dei sistemi di monitoraggio impiantabile (loop recorder) per lo studio del paziente con sincope, in cui sempre più spesso non viene eseguito lo studio elettrofisiologico del sistema di eccitoconduzione, che peraltro presenta valori di sensibilità e specificità assolutamente non soddisfacenti. Inoltre, la diffusione delle tecniche ablative e delle metodiche di mappaggio elettroanatomico ha reso più sicure ed efficaci tutte le procedure ablative, anche quelle di aritmie complesse quali le tachicardie atriali e i flutter atipici. Quasi sempre, dunque, nel nostro Paese la diagnosi elettrofisiologica è immediatamente seguita dalla procedura ablativa e di conseguenza queste procedure vengono considerate all’interno del Registro come ablazioni e non semplicemente come studi elettrofisiologici diagnostici. D’altro canto, si può notare come a fronte di un numero di ablazioni stabile stia cambiando la tipologia di pazienti che giungono al Laboratorio di Elettrofisiologia, con una riduzione costante del numero di soggetti sottoposti ad ablazione di WPW e un incremento dei pazienti sottoposti a procedura ablativa per fibrillazione atriale. Non è escluso tuttavia che patologie come la sindrome di WPW, attualmente sempre meno frequente nei Paesi occidentali a causa dell’estensivo utilizzo della terapia ablativa in giovane età, possano presentare un incremento della prevalenza nei prossimi anni a causa del sempre maggiore flusso migratorio proveniente dai Paesi del Sud del Mondo.
In conclusione, pur con le succitate limitazioni, riteniamo che questo Registro meriti una partecipazione sempre più ampia, perché è di questo soprattutto che la comunità aritmologica e cardiologica in senso lato ha bisogno. Come sempre un sentito ringraziamento a tutti i Colleghi ed ai Centri che continuano ad aderire all’iniziativa dell’AIAC inviando con puntualità le schede con i dati di attività.