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Nel mondo la cocaina rappresenta lo stupefacente maggiormente utilizzato, dopo la marijuana. La cocaina può indurre aritmie quali tachicardie sopraventricolari, ventricolari, torsione di punta ed è stata messa in relazione alla morte improvvisa. L’effetto proaritmico è dovuto al blocco dei canali del sodio e del potassio, che in soggetti predisposti si associa al quadro elettrocardiografico tipo Brugada, alla inibizione del “neuronal uptake” della dopamina e della serotonina, e alla capacità di indurre ischemia cardiaca. Il sintomo maggiormente lamentato è il dolore toracico; il prolungamento dell’intervallo QT è l’alterazione ecgrafica più frequentemente osservata. Nei consumatori abituali è possibile il riscontro di cardiopatia dilatativa o ipertrofica e le aritmie possono rappresentare la conseguenza di alterazioni strutturali miocardiche. L’assunzione contemporanea con alcol o tabacco aumenta il rischio di ischemia cardiaca e di aritmie. I soggetti che si presentano al pronto soccorso con dolore toracico in associazione a uso di cocaina sono a maggior rischio aritmico.